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Consapevolezza: la forza del qui ed ora!

Ogni uomo, in definitiva, decide di sé.

E, in ultima analisi,

l’educazione

deve essere educazione a saper decidere

(V. Frankl)

 

La conquista dell’autonomia è uno scopo fondamentale del genere umano. Essere autonomi significa essere in grado di governare se stessi, di assumersi la responsabilità delle proprie azioni e sentimenti.

In teoria, tutti abbiamo la possibilità di raggiungere un certo grado di autonomia, ma nella realtà pochi di noi la raggiungono pienamente.

 

Eric Berne, celebre autore della teoria dell’analisi transazionale, scrive:

“L’uomo è nato libero, ma tra le prime cose apprende ad agire secondo direttive altrui e trascorre tutto il resto della sua vita a fare ciò.”

 

Per raggiungere la vera autonomia, secondo Berne, sono necessarie tre capacità fondamentali: la consapevolezza, la spontaneità e l’intimità.

Oggi mi dedico alla consapevolezza, rimandando spontaneità ed intimità a prossime letture.

Per consapevolezza si intende sapere cosa sta accadendo ora.

Chi si avvicina alla consapevolezza, comincia a sentire, vedere, toccare, odorare, gustare: comincia a sentire il mondo che lo circonda in modo autonomo e reale, dentro e fuori di sé.

 

Normalmente l’uomo agisce attraverso pregiudizi che deformano la sua percezione, quando si assume una “prospettiva consapevole” invece, il contatto con il mondo è autentico e soprattutto personale.

Essere consapevoli significa apprezzare il qui ed ora: ammirare ciò che ci è noto, ma anche incuriosirci verso ciò che abbiamo ancora da scoprire.

Significa scoprire lo stupore dello stare di fronte ad una montagna, dell’annusare pienamente un odore seppur noto, sentire il vento e apprezzare la vita che ci passa tra le mani, ora.

Essere consapevoli vuol dire dare spazio al proprio corpo, ascoltandolo, prestando ad esso l’attenzione che merita e di cui ha bisogno.

In genere ascoltiamo il nostro corpo solo quando ci fa male, quando ci manda segnali forti ed ormai inconfutabili.

Con la consapevolezza del qui ed ora, possiamo riuscire a stare attenti a ciò che accade: mente e corpo rispondono all’unisono, in sintonia.

 

Pensate alla difficoltà di sorridere mentre in realtà si stanno facendo e dicendo pensieri negativi, di fare una passeggiata ma andando veloce per non perdere tempo, di dire di sì quando in realtà si vorrebbe essere da un’altra parte.

Immaginate corpo e mente che fatica devono fare per pensare in un modo e agire in un altro, ed il tutto in un’unica persona che, con uno sforzo a volte ignorato, mantiene dentro di sé questi messaggi discordanti.

Come scriveva Fritz Perls “Il punto fondamentale è la consapevolezza”.

Ci vuole una dose di eroismo per essere consapevoli, per essere centrati sul qui ed ora: la volontà di essere autentici anziché propendere verso ciò che gli altri vorrebbero da noi.

 

Si può “allenare” la nostra consapevolezza?

E’ possibile, anche se non facile, ma basta partire da piccole pratiche quotidiane.

Al risveglio, prima di alzarti dal letto, fai tre respiri profondi e lenti e prova ad ascoltare cosa dice il tuo corpo

Durante la giornata, prova a fare un pasto dedicando del tempo a ciò che stai assaporando: rimarrai stupito da quante sfaccettature ti può trasmettere il cibo.

Prima di coricarti, pensa ad una cosa bella che hai fatto o ti è successa durante il giorno, basta una piccola cosa a cui, in altre situazioni, non avresti dato peso perdendo il qui ed ora.

 

Prova qualche giorno, poi mi dirai….

Ognuno di noi è un essere unico, bisogna permettersi di essere un po’ temerari per arrivare a dimostrarlo anche a noi stessi.

Buona giornata….consapevole!

Elena

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