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Il peso non è tutto – approfondimento su mente e corpo

RAGGIUNGERE IL BENESSERE NON E’ SOLO QUESTIONE DI KG!

A distanza di più di 2000 anni, il primo grande medico della storia Ippocrate, diceva: “che il cibo sia la tua medicina” e oggi abbiamo la possibilità di dimostrare anche scientificamente quanto questo messagio sia vero.
Nutrirsi non è e non deve essere solo un gesto meccanico, bensì un importante presidio terapeutico che può prevenire numerose patologie.

Il cibo di cui ci nutriamo non rappresenta solo una fonte indispensabile di sostentamento, ma anche un mezzo attraverso il quale comunichiamo con gli altri e con noi stessi.
Mangiare non significa solo masticare ed ingerire, ma acquistare, cucinare, presentare, condividere, prendersi cura di sè e delle persone che ci circondano.

L’alimentazione non solo ci permette banalmente di vivere, ma attiva una serie di distretti a livello cerebrale che rappresentano la guida di un sano funzionamento del nostro corpo e della nostra mente.
Nutrirsi è un gesto di condivisione con se stessi e con gli altri, quindi “mangiare” ha un significato ben più allargato della semplice azione del nutrirsi.

Il rapporto con il cibo non sempre è piacevole o semplice: spesso è legato a stati emotivi quotidiani o profondi, opppure legato ad abitudini alimentari acquisite che si trasformano in in stili di vita disordinati e poco sani.

Il risultato che ne scaturisce è spesso legato ad un problema di peso che, a sua volta, dà origine a malesseri non solo fisici, ma anche psicologici: stati di stress e ansia, sensi di colpa per aver mangiato “quella cosa in più”, conflitti interiori che incidono negativamente sul nostro benessere fisico e relazionale.
In queste situazioni il primo passo da compiere è comprendere che mangiare non significa solo soddisfare il senso di fame e appetito, ma anche un modo per saziare le nostre emozioni: mangiare diventa un gesto di compensazione volto a soddisfare il nostro stato d’animo.

Premiarsi con una fetta di torta o un biscotto, uscire con gli amici per un aperitivo, concedersi una tavoletta di cioccolata durante una lunga giornata di lavoro, non sono comportamenti insoliti, ma anzi metodi antichi ed arcaici per consolare i momenti di tristezza o stanchezza.

Il problema infatti non sta nel premiarsi o nel consolarsi, ma si crea ed evolve quando il cibo diventa soprattutto uno strumento di “cura” degli stati emotivi mettendo a repentaglio uno stile di vita sano.
In numerosi casi questi atteggiamenti, perpetuati nel tempo, provocano aumento incontrollato del peso con successiva perdita di autostima.

Senza addentrarci nel disturbo alimentare patologico, come possiamo capire se stiamo seguendo uno stile di vita alimentare poco sano?
Tra le donne e sempre più spesso anche tra gli uomini, esiste spesso la paura di ingrassare anche dopo un pasto normale, oppure al contrario si trovano situazioni in cui ci si alimenta senza averne la necessità fisiologica.

In tutti questi casi, oltre a mettere a repentaglio il nostro benessere fisico, apprendiamo uno stile alimentare irregolare che non segue orari e ritmi precisi.
Questo accade perchè la fame non è dettata da un sano bisogno di nutrirsi, ma da cause emotive interne come ansia, stress, vergogna.

Recenti studi hanno messo in evidenza l’insorgenza di numerosi problemi legati all’alimentazione che, pur non essendo annoverati nei manuali di medicina o psicologia, non devono essere trascurati data la velocità con cui si stanno diffondendo e i numerosi problemi psicologici e fisici a cui sono legati.

Tra questi i più diffusi sono:

  • l’obesità: di cui oggi una percentuale sempre maggiore di popolazione risente, rappresenta un anormale ed eccessivo aumento di peso che può provocare seri danni alla salute in generale;
  • il binge eating disorder: ossia la tendenza ad abuffarsi compulsivamente senza adottare comportamenti compensatori successivi (senza per esempio vomito autoindotto);
  • l’ortoressia: tendenza a ricercare ed alimentarsi di solo cibo riteuto sano;
  • night eating syndrome: che consiste nell’assumere la maggior parte delle calorie nei momenti serali o notturni.

A fronte di queste frequenti e sempre più diffuse problematiche, molti esperti nutrizionisti e psicologi, ritengono che la soluzione di problematiche legate al peso o ad uno scorretto stile alimentare, non possa essere la semplice prescrizione di una dieta, ma che sia necessario intervenire modificando l’approccio con il cibo e con il comportamento ad esso collegato. Questo approccio oltre che risultare molto utile nella prevenzione di tali disturbi, lo può essere anche per soggetti “sani” che non sanno adottare e fare proprio uno stile di vita (quindi alimentare e fisico) corretto.

Porsi la fondamentale domanda se stiamo mangiando per necessità o per soddisfare un’emozione, rappresenta il primpo step per modificare un atteggiamento poco consono ad uno stile di vita sano.

Prima di avvicinarci al cibo, provare a rispondere ad alcune semplici domande, può aiutare a capire per quale reale motivo ci stiamo alimentando.

Facciamo qualche esempio.
Sentite spesso un forte desiderio di mangiare un cibo in particolare?
Cercate di capire cosa vi spinge verso questo alimento e cercate di resistere per un pò, magari cercando una distrazione o una cosa da fare.

Mangiate perchè non vi sentite bene con voi stessi e vi paragonate spesso alle immagini di copertina?
Riducete i vostri obiettivi e portateli a ciò che è reale e corrispondente alla vita che vi circonda; cercare di assomigliare a personaggi lontani dalla nostra quotidianità contribuisce a diminuire la nostra autostima senza la possibilità di trovare una soluzione concreta.

Anche se non avete fame, avete la tendenza ad assumere cibo?
Spesso non ci si accorge di cosa si mangia e quanto si mangia; provate a tenere un diario sul quale potete scrivere gli alimenti che avete assunto, in quale momento della giornata e che emozioni stavate provando in quel momento. Rileggere quanto avete scritto, potrà aiutarvi ad aumentare la vostra consapevolezza e quindi definire meglio il problema.

Crearsi uno stile di vita sano, significa porsi obiettivi seri, a breve e medio termine che, pur costando fatica ed impegno, possono aiutarci a superare i momenti di frustrazione e difficoltà.
Aiutarsi con un atteggiamento positivo, volto al nostro benessere e al nostro sentirci bene risulta fondamentale: non è necessario attenersi a diete ferree, ma assumere un atteggiamento mentale aperto e positivo, influenza efficacemente la nostra mente e quindi anche il nostro corpo.

Il pensiero positivo non è semplice ottimismo, ma impegno e costanza.
Ian Thorpe, pluricampione olimpico sostiene: “se ce la metto tutta, non posso perdere. Forse nonvincerò una medaglia d’oro, ma sicuramente vinco la mia battaglia personale. E’ tutto qui“.

Dott.ssa Sara Campagna Medico nutrizionista – Specialista in medicina dello sport
sara.campagna@marathoncenter.it
Dott.ssa Elena Gadaldi Psicologa – Life & Business Coach
elena.gadaldi@hotmail.it

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